L’attrice Judi Dench ottenne la fama internazionale a sessantuno anni, interpretando il personaggio di M, il capo dei servizi segreti britannici, nella serie di film di 007. Già grandissima interprete teatrale e apparsa in numerosi film, la vera consacrazione, almeno popolare, arrivò a quell’età. E ancora più tardi ottenne il riconoscimento della critica, vincendo il Golden Globe, nella parte della regina Vittoria, alle prese con una tumultuosa e contrastata storia d’amore. Interpretata, più o meno alla stessa età in cui la regina visse realmente il suo amore con l’uomo che era stato il fedele stalliere del marito.


Lo racconta Helen Mirren, che sta vivendo una seconda giovinezza, passando con la più assoluta disinvoltura dal ruolo di un’altra regina, l’attuale Elisabetta seconda che le è valso l’Oscar a quello di un colonnello britannico, in un dramma di guerra e spionaggio:” Ho sempre cercato di non smettere mai d’imparare, chiunque può insegnarti qualcosa, dai più giovani ai più grandi, chiunque e ovunque. Forse è questo il mio segreto.”
Ma sono tante le attrici che conosciamo soprattutto con il loro aspetto attuale, come Maggie Smith, che ci piace ricordare come Minerva McGranitt nella saga cinematografica di Harry Potter o come la corrosiva, ineffabile, esilarante Contessa Madre nella serie TV di enorme successo Downton Abbey. Anche lei, già vincitrice di due Oscar, ha saputo sempre riciclarsi, è riuscita sempre a cambiare.

Come Meryl Streep, che balla ancora come un’adolescente o Susan Sarandon, che sembra aver scoperto solo ora il fascino di scollature e spacchi o Sophia Loren, che qualche anno fa è stata la testimonial di Dolce e Gabbana. Senza dimenticare i cambiamenti del tempo e le rughe del volto. In tante hanno dato una virata alla loro carriera, diventando produttrici, sceneggiatrici, registe o scrivendo un libro sulle loro vite al di fuori del comune. Senza mollare mai, con spirito, energia e un pizzico d’ironia.

E in un altro campo, quello della musica, vale un esempio su tutti, quello di Martha Argerich. Lei, bambina prodigio a Buenos Aires, continua ad essere la più grande pianista sulla scena internazionale, unendo alla perfezione tecnica una travolgente istintività, una personalità dirompente. Classe 1941, è lei il miracolo della natura, il ciclone argentino, la leonessa della tastiera.